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Prima che
venisse sviluppata la prima bomba atomica, gli
scienziati si resero conto della possibilità di sfruttare una reazione diversa dal
processo di fissione come fonte di energia nucleare. Invece di utilizzare l'energia
liberata dalla reazione a catena di una massa critica di materiale fissile, le armi nucleari possono
sfruttare l'energia sviluppata dalla fusione di elementi leggeri, ad
esempio gli isotopi di atomi come
l'idrogeno, che si uniscono a formarne uno più pesante (per questa ragione le armi
basate sulle reazioni di fusione nucleare sono spesso
chiamate bombe all'idrogeno, o bombe H). Dei tre isotopi dell'idrogeno esistenti, i due più pesanti, cioè il deuterio e il trizio, sono più instabili e quindi si combinano più
facilmente per formare elio. Anche se la quantità di energia liberata per singola
reazione nucleare è minore nel processo di fusione che in quello di fissione, 0,5
kg del materiale con peso atomico inferiore contengono un numero di atomi di gran
lunga maggiore; pertanto, l'energia liberata da 0,5 kg di un isotopo dell'idrogeno è pari a circa
29 kilotoni, ovvero tre
volte quella dell'uranio a parità di massa. Le reazioni di fusione nucleare si verificano solo a temperature di
molti milioni di gradi e il tasso con cui si svolge il processo aumenta enormemente al
crescere della temperatura; pertanto tali reazioni sono denominate termonucleari,
cioè indotte dal calore. Lo sviluppo della bomba a idrogeno sarebbe stato impossibile
prima del perfezionamento della Bomba Atomica, dato
che solo quest'ultima può fornire la quantità di calore necessaria ad avviare la
reazione di fusione dei nuclei di idrogeno. Dal 1952 cominciarono i primi esperimenti sulla bomba a fusione dell'America seguita poi dall'Unione Sovietica. Nel 1954 ci fu l'esplosione di una bomba termonucleare molto più potente delle precedenti, ed i suoi detriti radioattivi arrivarono sino a 160 km di distanza; questa bomba aveva uno stadio in più di quelle normali. Le bombe ha fusione hanno il primo stadio che riguarda l'esplosione di una Bomba A che fungeva da innesco e il secondo stadio invece è l'esplosione della bomba H; la bomba del '54 oltre a questi stadi ne aveva un'altro che consisteva nella fissione dell'involucro esterno composto da uranio 238, che non era in grado di creare una reazione a catena ma rilasciava ugualmente un enorme quantità di energia e di scorie radioattive. |
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